di Claudio Del Don
Gentile lettrice, caro lettore.
Quest'anno la nostra società compie i 120 anni, un traguardo straordinario, un'età che, anche se non ho verificato, ci pone sicuramente fra i decani delle società sportive del Cantone. L'occasione per percorrere la nostra storia, che è di fatto una parte della storia della nostra secolare città, l'avremo nel corso dell'anno, ma una prima annotazione mi sembra importante: 120 anni di storia significano disporre di radici culturali e sociali forti; su queste dobbiamo operare per continuare e dare nuovo lustro alla nostra attività sportiva.
Il contesto in questi lunghi anni di esistenza é mutato radicalmente e sta ancora cambiando. Le possibilità di praticare attività di tiro si sono ampliate esponenzialmente e noi, a 120 anni di età, dobbiamo essere in grado di adattarci e di innovarci, valorizzando ancora di più il tiro come attività sportiva.
Detto questo un breve sguardo retrospettivo al mio primo anno di presidenza. Gli aspetti significativi direi sono essenzialmente quattro.
Dal lato sportivo sono un “giovane” (non all'anagrafe) presidente felice anzi direi molto felice. I risultati sportivi sono eccellenti, evidentemente questo non è merito mio, ma in primo luogo dei tiratori e per i giovani, ne abbiamo diversi e bravi, il merito va anche a chi li allena mettendo a disposizione parecchio del loro tempo libero. L'onore di comunicare i dettagli va ai responsabili delle diverse discipline che travate più avanti in questo numero della nostra rivista.
Dal lato del numero di soci attivi il “giovane” presidente è meno tranquillo. Potremmo quasi dire che la società mostra il segno degli anni, questo però testimonierebbe di uno spirito di rassegnazione che non si addice ad una società della tradizione e cultura come la nostra. Abbiamo un numero di tiratori, e tralascio per ora i giovani e giovanissimi, capaci e che si impegnano molto. Con questi soci dobbiamo lavorare per riportare maggior partecipazione allo sport del tiro. Mostrare alla gente che è uno sport in primo luogo e che permette di essere attivi anche ad età ragguardevoli, e al riguardo anche qui gli esempi, nella nostra società, non mancano. I giovani ci sono, i loro risultati sono straordinari, ma abbiamo bisogno di chi li accompagna nel loro percorso sportivo/educativo, abbiamo bisogno di più persone adulte che si mettano a disposizione per aiutare i nostri monitori e coach. Mi permetto quindi un appello a tutti i nostri tiratori, anche a quelli che oggi non sono più così attivi, di mettersi a disposizione per dedicare un po' del loro prezioso tempo per un ulteriore sviluppo della nostra società.
Dal lato delle infrastrutture il giovane presidente è ancora meno tranquillo. Se da un lato disponiamo di uno stand AC di buon livello, non possiamo dire la stessa cosa per lo stabile ai Saleggi. Non mi devo dilungare perché tutti siamo a conoscenza della situazione. L'esito della votazione relativa al credito per la costruzione di uno stand regionale è anch'esso conosciuto. Il gruppo che il Cantone ha incaricato di studiare una nuova soluzione, nel quale ci rappresenta Michele Cattani, è al lavoro, ma non senza difficoltà. Un nuovo stand regionale, penso di poterlo affermare, non sarà ipotizzabile a breve. Questa situazione sta mettendo a dura prova soprattutto la sezione ai 300 m (per ora l'infrastruttura, pur non moderna, per le attività a 50 m permette di allenarsi e competere regolarmente). La struttura attuale ai 300 m. non permette più né di allenarsi correttamente e nemmeno di organizzare dei tiri amichevoli. Addirittura é in forse anche l'organizzazione futura dei tiri obbligatori se non si interviene urgentemente con delle misure provvisorie in attesa del nuovo poligono regionale, misure che devono essere assolutamente condivise dal nostro Municipio. E pensare che proprio nel 2009 oltre ai 120 anni della nostra società ricorre l'ottantesimo del tiro Federale a Bellinzona.
Da ultimo, l'aspetto finanziario. I cambiamenti già citati hanno ricadute, come è ovvio che sia, anche sulle casse della nostra società. Con tutto il Comitato stiamo cercando nuove forme di finanziamento, in particolare siamo alla ricerca di uno sponsor principale che ci sostenga su più anni; le trattative sono avanzate e a buon punto.
Il 2009 dovrà essere l'anno dell'inizio dei cambiamenti in positivo. Con il Comitato ci stiamo lavorando. Le attività per la ricorrenza dei 120 anni, dovranno andare oltre ai festeggiamenti per il compleanno, anche nella direzione di diffondere maggiormente le nostre attività, coinvolgendo maggiormente la gente, con l'obiettivo di aumentare i nostri effettivi. Il 2009 dovrà anche essere l'anno nel quale si prenderanno delle decisioni concrete anche dal punto di vista realizzativo, per ripristinare lo stand dei Saleggi.
Le diverse sezioni collaboreranno maggiormente, e nel limite delle nostre capacità che per ora sono modeste, si cercherà di collaborare nell'organizzazione delle diverse manifestazioni; in primo luogo quelle dei 120 anni.Un’ attività importante sulla quale continueremo ad investire particolarmente è quella con i giovani dove la via è tracciata.
Un’ attenzione particolare sarà data alla formazione di nuovi monitori; alcuni giovani hanno frequentato già nel 2008 i relativi corsi Gioventù e Sport, altri seguiranno. Come già anticipato cercheremo, nel rispetto delle norme, di inserire nuove leve adulte nelle attività con i giovani. Pur sapendo che i nostri anziani continueranno a darci una mano; dobbiamo pensare a chi potrà sostituirli nell’immediato futuro.
A tutti quelli che si impegnano per la nostra società, rivolgo già sin d’ora un grande grazie, ai tiratori un augurio di ripetersi anche nel 2009 e di provare a superarsi, a tutti noi forza, le sfide sono grandi, ma abbiamo le capacità per affrontarle e risolverle.
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